Emblema: il fior di Loto.
Domini: ricerca interiore, pazzia, autocontrollo, decadenza, sogni ed incubi.
Vivere nei sogni è sbagliato, il mondo reale è sempre una cosa diversa da quel che vorremmo ... ma è solo sognando che la realtà
immonda in cui viviamo può essere vissuta.
Nella vita monacale la ricerca della perfetta comunione del corpo e
dello spirito non è solo un obiettivo ma un vero e proprio cardine
su cui si poggia l'intersa esistenza. Per questo motivo Yukuai in
vita ricercò la perfezione interiore che dopo anni di duro
allenamento riuscì a raggiungere. Quello che per molti era il punto
di arrivo, il premio dei propri sforzi, la gratifica più completa fu
per questo monaco solo un piccolo passo, una tappa che sentiva di
aver raggiunto ma che la sua sete di perfezione riteneva fosse
solamente l'inizio di un percorso, di un viaggio.
Iniziò così un tortuoso cammino verso l'elevazione spirituale verso
piani ancora sconosciuti ai mortali quale il reame Onirico ed il
piano Astrale. Imparò nel corso degli anni ad abbandonare il proprio
corpo viaggiando attraverso i nuovi piani, esplorandone le
profondità, carpendone l'essenza, facendo suoi i segreti che in essi
erano celati. Si era spinto oltre il confine che il fato aveva
tracciato per lui, superando quei limiti che le forze celesti
avevano posto nelle vite dei mortali ma il destino è come un vaso
colmo d'acqua: se i suoi bordi non riescono a contenere il prezioso
liquido contenuto, esso fuoriesce.
E fu così che come un giorno nella fase di ritorno al suo corpo, un
frammento della sua anima si legò in maniera indissolubile al reame
più oscuro del piano onirico: gli Incubi. Iniziò così un'esistenza
in cui gli Incubi che di solito invadono le menti dei dormienti si
ricreavano nella sua, portandolo ad avere allucinazioni ed
avvicinandolo sempre più verso il limitare del burrone della pazzia.
Saldo nel suo spirito e forte degli allenamenti che l'avevano reso
una delle menti più pure e forti, riuscì a non impazzire d.innanzi
alle mistificazioni oniriche, iniziando anche qui spinto dalla sete
di conoscenza un percorso che lo portò dapprima ad imparare a
riconoscere le allucinazioni, poi a convivere con esse ed infine a
controllarle nella sua intima sfera, un lento processo in cui mentre
lui imparava a governare i propri Incubi, essi gli mostravano la
perfezione della morte, della decadenza, di tutto ciò che pone a
fine a quel che è stato.
Le Supreme Entità riconobbero in lui il grande dono che aveva
coltivato: il controllo dei propri incubi e lo elevarono sino ad
espanderlo fuori dalla sua personale sfera fino a quella di ogni
essere. Divenne così Signore degli Incubi e della loro controparte.
Esile e trasandato nella sua esistenza, legato all'assaporata pazzia
del suo passato ed agli insegnamenti appresi dal mondo onirico
iniziò così a vagare per le terre dei mortali.
La sua idea della ricerca della perfezione è per lui l'obiettivo cui
ogni persona deve raggiungere e per questo manifesta nelle menti dei
mortali gli incubi, spingendoli ad affrontarli e superarli seguendo
il sentiero che lui stesso ha tracciato e seguito, premiandoli con i
sogni per gli sforzi ed i successi.
Sin dal primo momento in cui lo sguardo dell'Aisar incrociò gli smeraldini occhi della ninfa qualcosa nel suo corpo mortale si risvegliò: un sentimento antico, di tempi lontani, qualcosa che aveva provato in passato ma che aveva scordato nella sua vita da custode del mondo onirico. Non era la bellezza della ninfa a conquistarlo ma erano i suoi modi, la sua personalità di ricercatrice, di qualcuno che ha sete di conoscenza e di perfezione ... qualcuno come lui. Il calore che lo pervadeva negli istanti in cui parlava con lei venne però oscurato da un freddo manto di paure e timori:
come poteva una mortale innamorarsi di un'Aisar? ed anche se fosse possibile un simile sentimento, come avrebbe potuto innamorarsi di lui? Anziano, senza un corpo scolpito e muscoloso come molti altri giovani avventurieri avevano ...
"no, non può funzionare ..."
si disse l'Aisar, ma le parole erano venate da incertezze che è insita nell'animo di ogni uomo:
"...e se invece ... se ... se lei è come credo sia, saprebbe superare stupide cose materiali e ..."
"... ma cosa stò dicendo? Devo lasciare che i mortali stiano con altri mortali ..."
"... ma anche io sono mortale, in parte, quindi non dovrebbe ..."
"... ma ..."
"... se ..."
I dubbi iniziarono a formarsi in quella mente pura e libera da questi da molto tempo e come un ingranaggio lasciato fermo per anni che incespica nei suoi primi movimenti per poi ritrovare l'antico movimento fluido e veloce, anche la mente dell'Aisar si districava con difficoltà nei dubbi che l'attanagliavano, dapprima coinvongendo il pensiero in minima parte ma prendendone col tempo sempre di più fino a che ...
Alcuni attacchi da parte di incubi e sogni vennero raccontati nelle taverne di tutto il mondo conosciuto, dalle soleggiate pianure di Leynaht fino ai freddi ghiacci delle terre del nord, fino al deserto infuocato delle Sabbie Roventi, la voce divenne grido e poi urlo: più il tempo passava e più gli attacchi sembravano frequenti e micidiali iniziando a mietere le prime vittime.
...la mente ora completamente immersa nel dubbio era cieca a ciò che la circondava ma in un'istante di lucidà capì che qualcosa di importante era cambiato nell'equilibrio, qualcosa di tremendo era accaduto. Doveva smettere di pensare a sè stesso, doveva assolvere il suo dovere di proteggere i mortali e fu nel momento in cui cercò di gridare ad alta voce, di ribadire al mondo il suo ruolo ... in quel breve attimo capì cosa era successo ...la sua voce era sibilo, ora.
Strane visioni apparvero d'innanzi agli occhi di molti avventurieri che iniziarono la rischiosa impresa di capire quanto veniva loro mostrato, cercando un collegamento, una logica ...
In una visione, i problemi, i dubbi, le incertezze divenivano freddi aghi pronti a trafiggere, a colpire, a distruggere
In una visione venne mostrato il mare sconfinato sotto ad un cielo stellato in cui le costellazioni erano visibili e chiare ... sulle fredde acque un teschio bianchissimo, ghignante, galleggiava spavaldo e nelle tetre orbite l'immagine di una chiave era chiaramente visibile. Gli avventurieri si adoprarone per risolvere l'enigma e capirono che un pirata era la chiave di tutto
In una visione, il senso di protezione, di desiderio, di amore collimavano nell'eterea figura di un cuore
L'Aisar non poteva parlare senza che il sibilo in lui storpiasse le sue parole di aiuto in minacce ed offese, ma il potere dei sogni e delle visioni gli permetteva lo stesso di mostrarsi al mondo mortale e l'astuzia, l'ingegno e la saggezza degli avventurieri permetteva loro di capire i messaggi che venivano loro mostrati.
Il tatuaggio sul braccio del pirata univa le visioni: un cuore trafitto da migliaia di aghi sanguinava e soffriva ... ora erano più vicini a capire ... ma nel momento in cui tutto poteva risultare chiaro, un grave fatto percosse gli animi delle persone che erano presenti: Yukuai apparve d'innanzi a loro e proferendo poche parole uccise una di loro.
Quel sentimento così legato all'animo mortale, così grande, così diverso nel suo interno, mille volti e mille sensazioni
uniti in un termine forgiato dagli uomini per poter identificare questo miscuglio di colori: amore. Questa forza che in molti casi aveva portato a superare ogni problema, portò l'Aisar a presentarsi alla mortale: doveva parlarle, non resisteva all'idea di lasciarla all'oscuro dei propri sentimenti ... Ma anche se ciò che spingeva l'Aisar a parlare era mosso dai più nobili intenti, il sibilo trasformò le sue parole e quanto la ninfa udì erano solo frasi colme di odio:
la colpa è solo tua!
io ti odio!
non posso lasciarti vivere ...
... tu porti il segno di una grande male!
Straziato dalla reazione spaurita della ninfa l'Aisar si accasciò a terra ...
Forse era solo destino o forse il legame che alcuni mortali avevano con l'Aisar li portava a non credere a quanto successo
e tutti si prodigarono a trovare una soluzione a tutto quanto prima che l'eterno equilibrio potesse essere distrutto.
Non poteva lasciarsi andare, non dopo aver visto la fiducia che molti riponevano in lui, decise quindi di mostrarsi nuovamente a loro: grande fu la loro sorpresa ma i loro occhi erano venati dalla paura, sarebbe stato difficile spiegare quanto successo, ma avvalendosi dei suoi poteri mostrò agli avventurieri la verità: nella sua morte, l'elfa uccisa dall'Aisar aveva visto la realtà di quanto successo fra Yukuai e l'amata, aveva capito, aveva udito le parole reali ... ma la visione cambiò brutalmente mostrando il corpo freddo e svuotato della vita dell'avventuriera. Tutti videro quanto non aspettavano:
Yukuai tracciava un nuovo disegno, immenso, maestoso che tutti avevano vissuto fino a questo momento: l'Elfa e tutti i presenti avevano vissuto nel sogno in cui lei era ancora viva, ancora agiva e parlava e quando la sorpresa sembrava stampata sui volti degli avventurieri, la tetra realtà illuminò le loro menti: l'Elfa era morta per sempre, il suo corpo divenne etereo, il sogno si interruppe lasciando la verità di uno spirito errante in mezzo a loro.
Ma non si arresero, nessuno lo fece: una soluzione doveva esserci. Dovevano impedire la morte dell'Elfa e dovevano al contempo sperare che lei ricordasse quanto aveva visto ... Un ultimo regalo di Yukuai venne mandato loro: era Alyss, la cronomante, una delle uniche due persone mortali in grado di piegare il tempo a loro piacimento... Gli avventurieri convinsero la strega ad aiutarli e riuscirono a sistemare quanto successo: l'Elfa venne salvata ed il suo spirito, portato nel momento in cui vedette la realtà, ricordò tutto, ora le parole erano chiare a tutti. L'Elfa raccontò loro di quanto realmente era successo: Yukuai che parlava alla ninfa, ma le parole non erano di odio:
a colpa è solo mia!
io ti amo!
non posso restare fermo ad aspettare, dovevo dirtelo
... tu porti il mio spirito a trovare quanto sempre desiderato, una meta, una fine... uno scopo.
Breve fu l'attimo di felicità nel vedere gli avventurieri capire quanto successo, il sibilo divenne realtà, ora era quanto desiderava: libero da ogni controllo. Non c'era più tempo.
Il mondo venne invaso dagli incubi, guidati da Zhalames l'incubo dei sogni infranti, delle speranze perdute che aveva trovato dimora nei sentimenti di Yukuai. Ora era libero e guidava un'esercito che stava distruggendo quanto trovava sui suoi passi. Ma gli avventurieri non restarono a guardare: confusi ed impauriti di quanto li circondava, ognuno proponeva come risolvere il problema, corsero in lungo ed in largo per le terre mortali, nel caos che creavano le loro numerose idee lo scorrere del tempo a disposizione del mondo s'affievolì sino a divenire pochi istanti, pochi minuti.
E la ninfa si inginocchiò in pianto, chiudendo gli occhi in un ultimo sonno, in un'ultima speranza: un sogno.
Si trovò di nuovo, solitaria, alla presenza di Yukuai che consumato dai dubbi e dagli sforzi fluttuava morente nel vuoto astrale.
I suoi occhi ora vedevano quello che lui stesso aveva liberato, che aveva permesso di succedere ... ma nessuna forza ormai era rimasta nel suo corpo ... tutto era ormai giunto alla fine: vide Zhalames alzare fiero il pugno sugli avventurieri.
-Chiuse gli occhi-
Un calore inaspettato, la luce celeste che colpisce la sua mente liberandola dai dubbi e dai problemi ... il suo corpo fremeva percorso da una vita ... una nuova vita, inaspettata e colma di quel sentimento. Riaprì gli occhi e si perse di nuovo in quelli della ninfa mentre le giovani labbra sfioravano le sue: la risposta ... la risposta alla domanda era stata data ed ora non c'era più dubbio nella sua mente.
La forza di Zhalames era inarrestabile e gli avventurieri cadevano sotto il suo potere ma in mezzo a loro apparve la figura di Yukuai, fiera e salda come un tempo reggeva il bastone dei sogni sopra al capo dell'incubo: ora non c'erano più dubbi in grado di distoglierlo dai suoi doveri, ora la forza di un amore, strano ed incomprensibile, scorreva in lui
Ora doveva adempiere al suo compito: Custode dei Sogni e degli Incubi
Un lampo celeste squarciò il cielo mentre Yukuai riconduceva Zhalames al piano onirico
Si volse verso gli avventurieri: volti amici e fedeli, gente su cui contare, gente in cui riporre fiducia completa.
Gli avventurieri chiusero gli occhi ... e Yukuai entrò nel loro sonno ... si meritavano di avere un buon riposo e ...
Sogni d'oro.
