Xion, Aisar della Natura

Emblema: il Cigno

Domini: esplorazione, elemento terra, entropia, natura.

I sei divini, elevati nella purezza delle Entita', consci di come il sommo potere divino diede agli Dei la pazzia di scendere in guerra nell'Era del Fato, scagliarono la loro maledizione sul pantheon portandone molti a divenire semplici mortali. Chendryn, la Verde Signora, custode della Natura, si ritrovo' mortale fra i mortali, chiusa in un corpo che non poteva estendersi nell'estasi di un tramonto, nel battito d'ali degli uccelli, nel respiro lento del vento... Cio' che da sempre era stata, ora era la sua prigione: le foreste che erano il suo manto ora erano solo piante ed arbusti. Gli animali che erano il suo corpo, ora erano solo schivi spiriti che scappavano ritraendosi al suo sguardo.
Nella disperazione d'aver perso la sua stessa essenza si abbandono' in lacrime nel cuore della Foresta della Notte lasciando alle sue piante, ai suoi animali, l'onere di sopportare il suo doloroso lamento che in un'inesorabile e lento incedere portarono le ultime fiamme di vita a spegnersi nel freddo manto della notte.
Le Sacre Entità videro la perdita, e piansero per la scomparsa di un cuore cosi' legato al fragile equilibrio della natura ma, saggi nelle loro decisioni, fecero dell'Immortale della Perdita il messo con cui rimediare al grave danno inferto: fu cosi' che dalle spoglie mortali di Chendryn si elevarono due essenze di pura natura. Una maligna dei terremoti, dei disastri: l'aspetto distruttivo della natura, Thylesian. Una benigna delle oasi, del sottobosco che nasconde, dei frutti: l'aspetto piu'protettivo della natura (Eithesan). Entrambi gli spiriti presero dimora nel corpo della divina ormai consumato dalla morte e talmente segnato dal pianto da aver steso sugli occhi il nero velo della cecita'.
Al contatto con gli spiriti, corpo si rimargino' per meta' lasciando inalterata la restante: in un corpo vessillo dei due volti della natura, i due spiriti sovrani dimoravano sul cieco mondo dei mortali usando lo sguardo dei suoi figli per vegliarne i tratti legati alla Natura.