Kithra, Aisar della Lotta

Emblema: la Spada.
Domini: fierezza, dignita', armi, forza, carisma.

L'Immortale del combattimento, dello sprezzo del pericolo, della dignità, della forza, è un'elfa.
Kithra perì durante l'Ultima Battaglia: lei per prima tra gli elfi comprese il pericolo incombente e donò la sua stessa vita pur di riportare il mondo agli antichi equilibri. In vista dei suoi propositi, Xelander le consegnò una delle Armi Leggendarie, la Spada della Stella Perduta. Le donò la morte.
Kithra lo comprese immediatamente, ma persistette. Brandì l'arma e ne baciò la fredda lama, rimirando al chiarore notturno la causa della sua fine. L'ardore nato dal pericolo per le sue genti la guidò nella ressa in Battaglia, intrepidamente si lanciò per prima nella mischia, sfoderata la Leggendaria Spada, decisa a relegarsi un angolo nella Grande Storia. In pochi minuti, nessuno dei coraggiosi possedeva ancora più che un esile fiato vitale. Le loro anime appartenevano a Nechysto oramai. L'oblio cadde anche sull'intrepida elfa. Ma non per sempre.
Così come dalle Terre era stata portata nell'Oltre, ora ne veniva strappata. Il tormento della morte placò le sue carni, esposte nuovamente alla luce del sole dopo immemorabile tempo. Strabuzzò un poco gli occhi, inutilizzati da molto, e attese che si abituassero alla luce. In breve scorse davanti a lei una figura, che si presentò come il Signore della Perdita, suo salvatore. Le raccontò degli avvenimenti recenti, e le disse che era stata nuovamente scelta dagli dei e le chiese se fosse pronta. Rispose annuendo debolmente, la ferocia della Battaglia le aveva mostrato la vita, lei ne aveva compreso il mistero. Buono e Malvagio sono semplici aggettivi, sono le sfumature in mezzo che contano. Così, Kithra assurse al rango di Signore della Battaglia, patrona dei combattenti.